Verità supposte
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Dagli all'untore
"Io sono l'untore e quando si fa buio spunto come un fungo, ungo dove giungo, rimango guardingo nel mio ramingo girovagare, chi vuol mandarmi a cagare deve gridare: "Dagli all'untore!" - il mio trip al momento un unguento sanguinolento che stendo su pareti di cemento che intendo elevare a monumento alla stupidit, nell'intento mi cimentocon facilit. Cinica figura nell'oscura notte, sporco le porte, porto la morte, chi se ne fotte, se mi beccano mi spaccano di botte, come minimo mi ritrovate cliccato su Rotten. Il mio cuore batte pi delle battone, quando porto confusione nella popolazione, ne traggo giovamento massimo panico al prossimo ed il prossimo potrebbe essere chiunque. Cenere, ruggine, sangue di vergine lingua di serpe, saliva e fuliggine. Ooooh dagli all'untore. (x2) Sterco di capra, occhio di pavone, piscia di capa nel mio calderone. Ooooh dagli all'untore. (x2) Il mattino ha l'oro in bocca per me e la cacca in bocca per la gente sciocca che s'annusa, s'accusa, s'arrocca, timorosa d'esser presa pure in chiesa, stanata e lapidata vittima di illegittima difesa. Lesa da una percossa, passa il monatto e la addossa in un carretto diretto alla fossa, io no, io intercetter come un pivot la mossa della ressa anche quando a me che bussa. No, non apro, senn mi scopro per il ruolo che ricopro di capro espiatorio, mi consegner se avr finito il repertorio che invento nel mortorio del mio laboratorio. per farmi fuori, miei cari, ci vogliono sicari sicuri, loschi figuri, temerari miei pari, se sono cos rari fatemi il favore, chiudetevi in casa che ritornato l'untore! Cenere, ruggine, sangue di vergine lingua di serpe, saliva e fuliggine. Ooooh dagli all'untore. (x2) Sterco di capra, occhio di pavone, piscia di capa nel mio calderone. Ooooh dagli all'untore. (x2) Io sono la peste che investe le teste di cazzo, il "sozzo bubbone d'un livido paonazzo" che mette imbarazzo. Se mi hai ascoltato, ti ho gi infettato, poveretto, sei stato beccato ti hanno portato al Lazzaretto, io me ne torno a letto soddisfatto tengo fede al patto che ho stipulato col maledetto. ...Sono un reietto perfetto per questo m'aspetto un paletto nel petto. ...Mi dileguo, mi diletto. Cenere, ruggine, sangue di vergine lingua di serpe, saliva e fuliggine. Ooooh dagli all'untore. (x2) Sterco di capra, occhio di pavone, piscia di capa nel mio calderone. Ooooh dagli all'untore. (x2) » continua" -
Dualismi
"Chi sei tu che tormenti la mia mente sgombra nascosto nell'ombra, sembra tu voglia portarmi stretto al collo, come un insetto a mollo in una goccia d'ambra. Chi sei tu che ti vedo a fianco e sbianco come Kimba, mi frulli i testicoli come maracas a ritmo di samba, tu sei la macumba che y ariba come la Bamba. Una carcassa viva rinvenuta a riva, arriva la mignatta che salassa ogni linfa creativa, ogni tua visita priva di fiato, perch mi vieni a svegliare appena mi vedi addormentato. Chi sei maledetto, chi sei? Non ho riparo nel mio letto, chi sei? Non mi hai detto chi sei? Uno spirito, un folletto chi sei, chi sei tu, chi sei? Io sono Caparezza, vengo dalla monnezza, ti schiaccio sul cuscino come un moscerino su di un parabrezza, io sono Caparezza, tutt'altro che una carezza, non mi puoi uccidere perch io vivo in te, tu vivi in me. Non ce la faccio, sto diventando di ghiaccio, a questo qui non gli piaccio, meglio se taccio, penso che se lo caccio mi gonfia come un polpaccio. Da giorni sono in terapia, ciao dottore mi servono cure per la schizzofrenia, vedo fantasmi con tutti i crismi in casa mia, mi hanno detto che tutto frutto di fantasia, si hanno ragione, ma la questione, che stanotte la visione me le ha date di santa ragione... mi dia la soluzione, sono pronto a pagare, persino a cagare pi di un milione, dottore lei non presta attenzione, non le interessa affatto la mia guarigione. Ma perch non mi parla dottore, son qui da due ore e lei non fa che ridacchiare... dottore... dottore? Io sono Caparezza, vengo dalla monnezza, ti schiaccio sul cuscino come un moscerino su di un parabrezza, io sono Caparezza, tutt'altro che una carezza, non mi puoi uccidere perch io vivo in te, tu vivi in me. » continua" -
Follie preferenziali
"Povero Dio tirato in ballo dagli uomini, ma che religioni, sono questioni da economi, questi omini minimizzano rombi di bolidi, boom, fanno sempre i loro porci comodi, nel nome del Padre figli che si fanno invalidi, senti solo alibi squallidi, danno ragione solamente a visi pallidi, quelli diversi riversi ed esanimi. Partono plotoni di uomini di uomini, verso postazioni di uomini di uomini, aggressori con volti di uomini di uomini, aggrediscono figli di uomini di uomini, in un circo massimo di uomini di uomini, nell'Anno Domini di uomini di uomini, subiamo il fascino di uomini di uomini, come ninfomani di uomini di uomini. Non vengo con te nel deserto, scusami se diserto ma preferisco... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo. Gli uomini versano il tributo di nostalgie per epoche che mai hanno vissuto la bandiera e il saluto, o con noi o stai muto, questo il terzo millennio, benvenuto! Chiedo aiuto a Newton, Isacco, come cacchio si fa a sopportare fatti di 'sta gravit? Anacronistica, la verit che viene a galla, esperto di balistica misurami 'sta balla e seguimi in questo viaggio tra santi e demoni, che invece sono solo uomini di uomini, tu che sei forte, alla morte sopravvivimi, io sono debole quindi l'anima minami, caro paese dalle belle pretese chiedimi se ti vedo come friend o come enemy, ti piace fare la pace ma allora spiegami 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin. Non vengo con te nel deserto, scusami se diserto ma preferisco... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo. Partono plotoni di uomini di uomini, verso postazioni di uomini di uomini, aggressori con volti di uomini di uomini, aggrediscono figli di uomini di uomini, in un circo massimo di uomini di uomini, nell'Anno Domini di uomini di uomini, subiamo il fascino di uomini di uomini, come ninfomani di uomini si ma... Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo. » continua" -
Fuori dal tunnel
"Sono fuori dal tunnel del divertimento . Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento. Quando esco di casa e mi annoio sono molto pi contento... Di te che spendi stipendi stipato in posti stupendi tra culi su cubi succubi di beat orrendi succhi brandy e ti stendi, dandy, non mi comprendi, senti, tu non ti offendi se ti dico che sei trendy, prendi me, per esempio, non mi stempio per un tempio del divertimento essendo amico di Baldan Bembo sono "un silenzio che pu diventare musica" se rimo sghembo su qualsiasi tempo che sfrequenzo. Collaudo l'autoradio, nell'auto cauto resto faccia a faccia con una focaccia, altro che lauto pasto. Capomastro, con validi manovali ricostruisco gli argini di una giornata ai margini della disco e mi stupisco quando si uniscono al banchetto che imbastisco che dopo mischiano il brachetto e non capisco com' che si finisce a parlare di Jeeg Robot e delle "Strade di San Francisco". Sono fuori dal tunnel del divertimento (x2). Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento. Quando esco di casa e mi annoio sono molto pi contento... Mi piace il cinema e parecchio, per questo mi chiamano vecchio, da giovani spumarsi e laccarsi davanti allo specchio? Sono vecchio, punto, e prendo spunto dal tuo unto ciuffo, mi sento stretto come quando inchiappetto un puffo. "oooh, io odio Caparezza..." Sbuffo pensando a serate tipo del tipo "Che facciamo?" Io ho una Tipo di seconda mano che mi fa da pub, da disco e da divano, sono qua, come un allodola questo il mio ramo. Io, immune al pattume della tv di costume, in volo senza piume in un volume di fumetti sotto il lume, non c' paragone basta una birra in fermentazione e la tipa in fibrillazione per la nuova posizione. M'attizza la zizza piena, mi delizia la tizia oscena, ho fame, no problema se se mi sfizia la pizza a cena. Serate a tema ben accette, salame a fette spesse, vhs e se non bastasse su le casse. Sono fuori dal tunnel del divertimento (x2). Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento. Quando esco di casa e mi annoio sono molto pi contento... "Gli incontri, gli scontri, lo scambio di opinioni, persone che son fatte di nomi e di cognomi, venghino signori, che qui c' il vino buono, le pagine del libro e le melodie del suono, si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri, di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti." ...io lo vorrei rifare... » continua" -
Giuda me
"Gi da me da mesi si vive vendendo olive interattive, di noccioli geneticamente prive. D'estate ragazzine schive, hanno le zinne accennate ma fanno le dive con vestitini carini, nei camerini non le distingui dai manichini, ma sono vive? Bush, Saddam, Arafat, Sharon, mah, la nuova collezione Benetton, yu-huu. Vi auguro una vita elettrizzante, fulminante dalla corrente di un phon. Ma che futuro come Tron, siamo ancora ai Flinstones, accidenti l'occidente ha vinto, l'uomo verace del sud estinto, ora tonto e tinto. Non ti siedi, resti in piedi, gi gi gi gi gi da me, hey, se non ci credi vieni, gi gi gi gi gi da me, inutile che ti dimeni, gi gi gi gi gi da me, e gi di un giuda, s di un suda, nuda e cruda gi da me. E non ci sta la fatica ma c' chi dice stica, mica vado in una fabbrica, andateci voi dalla mentalit antica, io firmo per la liberalizzazione della fica. Chi ficca in testa che questa la vita, chi glielo spiega che non siamo in gita. E c' chi se ne va, c' chi rester, sempre c' chi prende ma non sempre c' chi da, check out! Il politico di turno ci fa il suo bla bla bla sul Mezzogiorno, gi crede che qua si sta su Marte, "prego, per andare affanculo da quella parte...". Come ti giri ti si chiudono le porte, ma se appartieni a quelli della corte sei forte, gli altri, si son fatti da parte mentre i fatti da party ancora muovono gli arti. Non ti siedi, resti in piedi, gi gi gi gi gi da me, hey, se non ci credi vieni, gi gi gi gi gi da me, inutile che ti dimeni, gi gi gi gi gi da me, e gi di un giuda, s di un suda, nuda e cruda gi da me. La realt gi da me una realt virtuale eccome, ho la netta sensazione che tutto si dissolva in una bolla di sapone... flop... la chiamano emancipazione quella di farsi le lampade nel meridione, quella di farsi le barche, quella di farsi le marche, quella di farsi pu darsi sia la soluzione. Io mi faccio con dosi di insolazione, sniffo ossigeno liberato da foglie buone, calo le pillole di saggezza che i nonni di Caparezza spacciano senza timore. Sto su nel Sud che su di me e del Sud io sono succube. Ors, dov' sto Sud, ahim, Hollywood gi da me. Non ti siedi, resti in piedi, gi gi gi gi gi da me, hey, se non ci credi vieni, gi gi gi gi gi da me, inutile che ti dimeni, gi gi gi gi gi da me, e gi di un giuda, s di un suda, nuda e cruda gi da me. » continua" -
Il secondo secondo me
"Il secondo album a sempre il pia¹ difficile Nella carriera di un artista. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile Nella carriera di un artista. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile. Italiani brava gente, Italiani dal cuore d'oro, L'Italia a una repubblica fondata sul lavoro, Di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori, Ma tutti rivorrebbero tra le dita la Montessori. Inglesi, professori che non imparano altra lingua, Inglesi, non dovranno mai cambiare moneta, Inglesi, guideranno sempre dal lato sbagliato, Per questo chi va a Londra so che torna un po' cambiato, i neri giocano bene a pallacanestro, Hanno il ritmo nel sangue ed il pisello grande, I bianchi su tavoli verdi li trovi ridotti in mutande, Ogni bianco invidia il pisello grande. Dicono che gli arabi scrivono al contrario, Mohammed ha detto che io scrivo al contrario, Dunque ogni cosa giusta rivela il suo contrario E se non sei daccordo mi dispiace per te. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile Nella carriera di un artista. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile Nella carriera di un artista. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile. Le camicie rosse ricucirono il paese, Le camicie nere lo portarono alla guerra, Le camicie verdi vi si son pulite il culo, Gli stilisti dello stivale sono quelli pia¹ apprezzati, Quando c'era lui i treni partivano in orario, Quando c'era lui ci deportavano in orario, Quando c'era lui non c'eravamo noi, Che se c'eravamo noi saremmo stati impallinati, Allora votami e vedrai, ti trovo un posto di lavoro, Votami e vedrai, che non ti farai male, Votami e vedrai, da domani ti vorra² bene, figliolo, Una volta qui era tutta campagna elettorale. Vuoi fare il cantante? Ti servira una spinta. Vuoi fare l'assessore? Ti servira una spinta. Vuoi fare carriera? Ti servira una spinta. Sull'orlo di un burrone avra² bisogno di una spinta. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile Nella carriera di un artista. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile. Calciatori miliardari che rincorrono un pallone, Musicisti miliardari che rincorrono il successo, industriali miliardari che rincorrono la gnocca, Col superenalotto faccio il botto, mi tocca, Non sono sposato, diciamo che convivo, Non sono disoccupato, diciamo che sto studiando, Non sono un delinquente, diciamo che mi arrangio, Diciamo diciamo diciamo diciamo un sacco di cazzate, Non guardare Devilman diventi violento, Non leggere Spiderman, diventi violento, Non ascoltare Method Man, diventi violento, Figurati cos'a restare un giorno in parlamento, i politici no no non sono pia¹ quelli di una volta, Le donne no no non sono pia¹ quelle di una volta, Io no no non sono pia¹ quello di una volta, Solo la retorica a rimasta la stessa. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile Nella carriera di un artista. Il secondo album a sempre il pia¹ difficile. » continua" -
Iodellavitanonhocapitouncazzo
"Io non faccio spettacolo, io do spettacolo come mio nonno ubriaco nel giorno della mia comunione. Talmente fuori di melone che ho parenti per niente contenti di portare il mio stesso cognome. Lasciatemi la presunzione di sentirmi letame: a volte duro a volte liquame. Macch voglia di fama, sono un morto di fame, macch posto a tavola, ho la ciotola come un cane. Abbaio per un paio di piatti che mendico, potrei fare il collerico per me lo dimentico. Mi sta accanto un autentico medico, mi dice: "Non ti rendi conto che diventi schizzofrenico?". Zitto medico, mi costi caro, io valgo zero e non chiamarmi artista, ma cazzaro, chiaro? Io sono cazzaro alla radice, sono felice nella fece, dovrei piangere ed invece... Sono malato, ma da un lato non do fiato a vittimismi, un Mirko con tutti i crismi, Licia kiss me. Ambisco all'Oscar, ma quello degli aforismi, dovevo farmi la doccia ma mi hanno dato un freesbee e puzzo da schifo, bevo a sbafo, scampato al mio destino come clandestino in uno scafo. Occhi spalancati come un gufo, costruisco tufo su tufo un futuro che mi vede ufo. Sicuro che mi stufo, lo giuro su ogni ciuffo, dovrei suonare la tromba per quante volte sbuffo, se mi tuffo in una mia idea mi ritrovo in apnea in una marea di diarrea, lo trovo buffo. io sono vivo ma non vivo perch respiro, mi sento vivo solo se sfilo la stilo e scrivo, quando sono nato non capivo ed ora che continuo a non capire non mi resta che... Rido ma piango di gusto se vedo il bell'imbusto palestrato e lampadato al punto giusto, io che tra le ciocche c'ho il fango di Woodstock, puzzo, accumulo per ore sudore che spruzzo. Amo le donne che sanno di merluzzo, pi che soubrette da paillettes e piume di struzzo, ruzzolo in un gruzzolo di gioia, anche se l'estate non la passo nello spasso della playa. Sono la chiavica campione in carica ma ho la calotta cranica che scotta come roccia lavica, e nella gara di chi bara nella musica, sono in gioco con un due di picche nella manica. L'unica certezza che finisco male, muore Caparezza, tutti al funerale. E' paradossale, ma io non vengo, non ci tengo, mamma, quanti dischi venderanno se mi spengo! » continua" -
La legge dell'ortica
"Ma quanti cantanti educati, ste casse! Dite, anche voi come me non pagate le tasse? Ma dai, davvero denunciate le palate di soldoni che fate? Sembrate più buoni di un frate, per le masse. E se fosse, tanto di cappello. Primi della classe, perchè manco all'appello? I prof ed il bidello mi credono un pivello, mi legano le mani ma io scrivo con l'uccello! Se parlo di cazzate tutti dicono che bello, se faccio polemica sono carne da macello. Per carità, molto meglio le banalità, parlare di emozioni, questo è il motto. Prr. com'è? Non trovi emotivo il botto? Se aspetti un secondo te lo propongo da qua sotto... Della poesia me ne fotto, io stesso sono nato per un condom che si è rotto... x7 x8 biscotto. E' per questo che seguo la legge dell'ortica che ogni giorno mi incita. Quando butto giù il testo, che vuoi che ti dica... Non c'è gusto se non irrita. Parla d'amore, signore, dell'amore che non muore, ma non concludi un legame, le tue dame ti danno dell'infame, per te si fanno suore. Non riconosci la prole, pascila da buon pastore, invece di scoccare le frecce al cuore per fotterti tutti i diritti d'autore. Ma l'amore che cos'è? E' un concetto che vuol dire tutto e niente. Dall'amore scontato dell'uomo innamorato all'amore in senso lato per la gente. Caro insegnante, si sente che mente, lei è l'amante che vuole farsi lo studente. Il suo gommone fa più acqua di un incontinente per chi ama essere pungente. E' per questo che seguo la legge dell'ortica che ogni giorno mi incita. Quando butto giù il testo, che vuoi che ti dica... Non c'è gusto se non irrita. Mi piace chi stona, chi storpia ciò che suona, la cantante con la voce buona vada in monastero, nel coro del clero, invece di sfilare in nero nel fiero galà, ma che beneficenza, quello è un covo di gagà col paparazzo che ti fa: "Guarda qua!". Ma su quella foto la, il mio canarino ci fa montagne di cacca. Cantano giulivi motivi mordi e fuggi, costruiti con più calcoli che a Fiuggi, se la vacca non allatta, che ti mungi? Che, ti pungi? Io no, da me lungi! Scappo con una sgommata, se ho qualcosa da dire all'amata la metto chinata. A-ha a-ah mia adorata, l'amore non si dice, si fa, eccomi qua per l'ammucchiata. E' per questo che seguo la legge dell'ortica che ogni giorno mi incita. Quando butto giù il testo, che vuoi che ti dica... Non c'è gusto se non irrita. » continua" -
Limiti
"Stamattina mischio l'Orzoro con l'Ovomaltina e me la bevo amaro come il Petrus, indeciso se indossare un jeans Pooh o un jeans Jesus, metto un Wrangler, poi leggo i Peanuts di Linus, esco con calma, pago lo Zagor con la moneta romana dell'Ergo Spalma; come Fred vado dalla mia Wilma, la sogno su di un amaca all'ombra di una palma. La mia macchina? 131 Supermirafiori. Nello stereo: "Un corpo e un anima" di Wess e Dori Ghezzi. In giro vedessi che prezzi, mamma santa, un Dalek a lire 150. Ho un Settebello nei miei panta a zampa anni '70 e tanta voglia di metterla a novanta, questa vita molto bassa passa, e guai a chi non se la spassa mai. Mai, mai e poi mai riprover questi brividi, mai e poi mai riprover cose simili. Mai e poi mai le elimini, aiuto, sto diventando come Limiti! Sar il cavallo che solletica il fringuello, saranno certe foto sul Monello che mi fanno Intrepido, mi sento fico quando faccio centro, amore ti ho portato il Rosso Antico, diamoci dentro! Che pi si aspetta pi i tempi si fanno cupi. Rimpiango Sandokan sul Cinevisor Mupi, i lupi di Fabuland, i Lego, i Trasferelli, le scatole di Silvan e di Tony Binarelli; Bontempi quelli degli organetti che soffiavano motivi validi, Adica pongo che si fanno morbidi tra le mie mani, richiami cos vicini da non apparire pi lontani, in una spirale verso il disastro, una Girella nella bocca del Golosastro, uno strazio, Topo Ignazio buttami un mattone sulla testa che questa nostalgia non passa mai. Mai, mai e poi mai riprover questi brividi, mai e poi mai riprover cose simili. Mai e poi mai le elimini, aiuto, sto diventando come Limiti! Va bene, ora c' l'Eurostar ma prima c'era il Lima, amavo gustarmelo in vetrina, shokkato, la stessa che una volta ho appannato col fiato quando hanno esposto il calcio-balilla calamitato. Erano gli anni dell'acciaio Inox, ogni bambino sullo spazzolino aveva il Paperino's. Chi non sa cos' ne resta fuori, chi non sa che Ariel "fredda lo sporco e accarezza i colori" non capisce, che siamo peggiorati tanto che te ne vergogni, che Migliorati sono solo "bambole dei sogni", che muori per trattori ed animali, che il Dolce Forno pu fare pure le torte nuziali. Ridi pure ma la situazione tragica per chi convinto che la maglieria sia magica, nessuna logica mi salva, sai,sono un fottuto nostalgico, non mi riprender mai. Mai, mai e poi mai riprover questi brividi, mai e poi mai riprover cose simili. Mai e poi mai le elimini, aiuto, sto diventando come Limiti! » continua" -
Nel paese dei balordi
"Babbo babbino non picchiarmi tanto forte, t'attacchi al vino e gi coi calci sulle mie gambe corte. Delle legnate sei l'esperto ma ti avverto, toccami ancora e sei morto, non mento, guarda, ho il naso corto! Che, mi diverto a dir cazzate? Mi costa difenderti dai tuoi vizi se m'ammazzi di mazzate. Mamm se la dette a gambe levate, poverina, scompare la tua paga ogni mese, in paese la chiamano fatina. Di lei hanno stima in una cantina di moda, c' un palo e mezza nuda vi si snoda, fanno la coda per questo, io me ne vergogno, faccio un sogno e vi ci resto: la mamma casalinga e il babbo un uomo saggio e onesto. Ma qualche bastardo beffardo m'attende, mi da del bugiardo, m'offende, ne sento lo sguardo e m'incammino, curvo nel vestitino, occhio basso, capo chino, chi vuole come amico un burattino? Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono pi un bambino... Un burattino nelle mani del destino... Lucignolo l'artista s'aggiusta una pista di coca col mignolo, si riempie le tempie di nubi empie, pare un comignolo, prima si fa poi si fa serio, scrive due cazzate sul diario, un visionario. "Per questa roba c'ho la stima della gente"... Contento per te, ma per me sei davvero un deficiente. Altro che matto, meo amigo, com' che un fatto sui gradini solo un fatto e su di un palco sempre un figo? In TV arrivato il mago CiucciaFuoco, presuntuoso che vende un mondo sano e generoso. Tu, tirchio pi di un negozio di marca, va alla forca, sai di stronzate pi di una turca. Piglia per il culo i tuoi pupazzi, numeri e tarocchi, intrallazzi per gli sciocchi, a me non fanno effetto, piuttosto attento alla finanza, conoscono il tuo nome, e sai chi l'infamone che gliel'ha detto? Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono pi un bambino... Un burattino nelle mani del destino... Capocchio... Capocchio... Capocchio... Tornando a casa trovo quei due tipi l, lui il gatto, lui la volpe, sono in societ, roba onesta: "la nostra banca ha istituito un fondo apposta, dacci il denaro in fondo lo investiamo nell'azione giusta...". Questa roba fantastica per chi mastica Asimov, non baratto i miei soldi con i Kalashnikov. Sta a vedere che sono io l'asino, ciuco figlio di un ciucco, amico di un tipo tocco e poco lucido. Lucignolo, c'hai il nome di uno stoppino, tu sei una sega, io un burattino, non starmi vicino mannaggia. persino il Ciuccia, che sta a cuccia con la grata in faccia, ha detto al secondino che se esce viene a darmi la caccia. Nella storiaccia la fata ha un ruolo incisivo: mamma+lap dance= ospite televisivo dall'audience definitivo, mentre io vivo una pena. Arriva il grillo e grida: "Capa, in culo alla balena!" Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono pi un bambino... Un burattino nelle mani del destino... » continua" -
Nessuna razza
"Io sono spazzatura che spazza razza pura, non provo più paura, colleziono punti di sutura sul mio carnet di carne, lucido le mie cornee e metto a fuoco in modo tale, che neanche la forestale può far nulla, ho un obiettivo che trastulla i miei sensi di colpa, e sto più sotto di una talpa. Non gioco a fare il santo ribelle, entra nel mio vivaio, troverai soltanto nervi a fior di pelle. Nelle Cinecittà dell'arte, grandi fratelli chiusi, in un antro sono pronti ad uno scontro che persino Raf avrebbe perso il Self Control, e basta una gaffe a mandare a 'ffanculo anche il più pronto. Ne ho piene le palle... piuttosto non esco, nel gregge rimango soltanto se faccio il pastore tedesco. Kaputt al resto, detesto il processo di omologazione di musica e testo. Io salto come un popcorn su questa terra che brucia, su questa eterna sfiducia... Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza, zero sassi contro lapidati della piazza, sul labbro soltanto un po' di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza. Nessuna razza, ma un posto a sedere in una carrozza che schizza, fango nei sentieri di un bosco che terrorizza, chi è fuori dal branco conosce con fermezza ogni insicurezza. Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza, zero sassi contro lapidati della piazza, sul labbro soltanto un po' di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza. Nessuna razza, ma un posto a sedere in una carrozza che schizza, fango nei sentieri di un bosco che terrorizza, chi è fuori dal branco conosce con fermezza l'ebbrezza di una capa quando è rezza. Razze superbe, nessuno che si accoscia, rozzi che sparano razzi da una Katiuscia. Li lasci e raddoppiano, si fanno e si accoppano, strano fenomeno: loro si gonfiano, ma i tuoi nervi scoppiano. Sappiano che hanno tante voci e un suono unisono, per ogni Dotto che sfornano io rimango Pisolo e mi isolo, stono nel coro, volteggio sui miei di testicoli, non sulle palle di un toro. Spiazzo colui che con discorsi bui fa il duro, suppone verità che in quanto supposte se le metta nel culo. La situazione è delirante, è come la naja, dove chi più aveva potere più era ignorante, troppe cose sullo stomaco, mi viene il vomito, mi scopro cinico, mi cambio d'abito, ma non mi pettino, perchè mi piaccio scapigliato come Boito, non voglio essere interrotto. Cosa ti aspetti da me? A capo di un movimento non sarei mica contento... Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza, zero sassi contro lapidati della piazza, sul labbro soltanto un po' di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza. Nessuna razza, ma un posto a sedere in una carrozza che schizza, fango nei sentieri di un bosco che terrorizza, chi è fuori dal branco conosce con fermezza ogni insicurezza. Nessuna razza, io non sostengo nessuna razza, vostra altezza, zero sassi contro lapidati della piazza, sul labbro soltanto un po' di amarezza per chi mi ha giudicato con asprezza. Nessuna razza, ma un posto a sedere in una carrozza che schizza, fango nei sentieri di un bosco che terrorizza, chi è fuori dal branco conosce con fermezza l'ebbrezza di una capa quando è rezza. » continua" -
Stanco e sbronzo
"Cameriere, portami da bere ancora un bicchiere di Franciacorta che ho da mettere alla porta, un'altra storia andata storta, stavolta l'amata morta, sepolta e dannata, brindo a momenti piangenti come salici in calici d'annata, mica con uva annacquata. Bacco, guida tu questo insano caduto per mano di femmina, insisto, giacch il meteo ha previsto banchi di nebbia sulla mia retina. Qui si brinda e non si lesina anche se si da un'immagine pessima di se stessi dopo l'ennesima sorsata assimilata per te. Eeeeh ubriaca la mia vista la la laa. Eeeeh ubriaco sono io... Tant' vero, che vedo gente che apprezza e gente che no perch avvezza a tirare di scherno, nella rete di un teleschermo appeso alla parete, come il padre eterno. In questo inferno c' chi tenta di riunire la famiglia e invece si mette in bella vista vestita da uno stilista, nel programma in cui ci si accapiglia. Garcon! Altra bottiglia, che sta roba piglia ad acido, ora vedo sulla mia epidermide vermi che non vedrei se fossi lucido, politici che giocano agli attori, ragazzi, che per lavoro c'hanno i genitori... u, sono diventati tutti pazzi, li han convinti che saranno tutti imprenditoriii... Eeeeh ubriaca la mia vista la la laa. Eeeeh ubriaco sono io... Ecco, arriva l'orco cattivo giulivo e suadente, un fiero menzognero che sa dire solo ci che vuol sentire la gente, io non lo tocco il suo saio sono un sorcio sordo al pifferaio, oltretutto non sono pi sveglio e poi, pi tracanno coppe pi m'inguaio. Il vino fa brutti scherzi ma lo bevo per conto terzi e subisco, gi mattina, e la puntina vicina alla fine del disco, me ne infischio, un altro fiasco e mi addormenter tranquillo, e al mio risveglio so che non vedr ci che ho veduto essendo brillo, per te. Eeeeh ubriaca la mia vista la la laa. Eeeeh ubriaco sono io... » continua" -
Vengo dalla luna
"Io vengo dalla Luna che il cielo vi attraversa, e trovo inopportuna la paura per una cultura diversa. Chi su di me riversa la sua follia perversa arriva al punto che quando mi vede sterza. Vuole mettermi sotto sto signorotto che si fa vanto del santo attaccato sul cruscotto, non ha capito che sono disposto a stare sotto, solamente quando fotto. "Torna al tuo paese, sei diverso!" - Impossibile, vengo dall'universo, la rotta ho perso, che vuoi che ti dica, tu sei nato qui perch qui ti ha partorito una fica. In che saresti migliore? Fammi il favore, compare, qui non c' affare che tu possa meritare. Sei confinato, ma nel tuo stato mentale, io sono lunatico e pratico dove cazzo mi pare. Io non sono nero, io non sono bianco, io non sono attivo, io non sono stanco, io non provengo da nazione alcuna, io si, io vengo dalla luna. Io non sono sano, io non sono pazzo, io non sono vero, io non sono falso, io non ti porto jella ne fortuna, io si, ti porto sulla luna, io vengo dalla luna... Ce l'hai con me perch ti fotto il lavoro, perch ti fotto la macchina o ti fotto la tipa sotto la luna? Cosa vuoi che sia, poi, non colpa mia se la tua donna di cognome fa Pompilio come Numa. Dici che sono brutto, che puzzo come un ratto ma sei un coatto e soprattutto non sei Paul Newman. Non mi prende che di striscio la tua fiction, io piscio sul tuo show che fila liscio come il Truman. Ho nostalgia della mia luna leggera, ricordo una sera le stelle di una bandiera, ma era una speranza era, una frontiera era, la primavera di una nuova era era. "Stupido, ti riempiamo di ninnoli da subito in cambio del tuo stato libero di suddito" No, una proposta inopportuna, tieniti la terra, uomo, io voglio la luna! Io non sono nero, io non sono bianco, io non sono attivo, io non sono stanco, io non provengo da nazione alcuna, io si, io vengo dalla luna. Io non sono sano, io non sono pazzo, io non sono vero, io non sono falso, io non ti porto jella ne fortuna, io si, ti porto sulla luna, io vengo dalla luna... Non stato facile per me trovarmi qui, ospite inatteso, peso indesiderato, arreso, complici i satelliti che riflettono un benessere artificiale, luna sotto la quale parlare d'amore. Scaldati in casa davanti al tuo televisore, la verit nella tua mentalit che la fiction sia meglio della vita reale, che invece imprevedibile e non il frutto di qualcosa gi scritto, su un libro che hai gi letto tutto ma io, io, io no. Io, io, io... Io vengo dalla luna. » continua" -
L'età dei figuranti
""Buonasera e benvenuti ad una nuova puntata di Stato Interessante, stasera parleremo del ruolo dell'informazione, in questo paese di grandissimi fi..." "Suo papà l'ha abbandonata che aveva appena 3 anni, per sposarsi con un transessuale, qualcuno vuole dire la sua?" Ma che bella trasmissione, somiglia con precisione alla poltiglia marrone, delle mie chiappone dopo colazione. Ma dov'è il pudore di queste persone, pagate per dare un opinione, drogate dalla televisione. Genitori orchi, figli Snorky, parenti conteneti di stare in tv a lavare panni sporchi. Cerchi nuovi sbocchi per gli occhi, fai zapping e ti shokki, trovi sciocchi gli show che imbocchi. Ti incacchi con presentatori ingrati, stipendiati da innamorati, casi umani spesso interpretati da attori improvvisati, ballerini incalliti giudicati da maleducati, loro saranno famosi? Noi saremo frustrati! Perchè nella vita vince chi figura, farà passi da gigante chi figura, possiamo farlo tutti quanti, benvenuti nell'età dei figuranti. Perchè nella vita vince chi figura, farà passi da gigante chi figura, lo mette in culo a tutti quanti, benvenuti nell'età dei figuranti. "Buona sera sig. Reza Capa, prego si accomodi..." Oggi vali poco se appoggi e tanto quanto distruggi, immagina una pagina di insulti insulsi roba da lama nei polsi, morsi e pochi rimorsi, mai pronti i soccorsi... o "aborro questi discorsi...", nei salotti TV figuranti stolti fanno più ascolti di molti programmi colti, tant'è che tanti li han tolti dando potere a spalti di giudicanti tanti re, pochi fanti. Nei comizi tizi arroganti attizzano tizzoni ardenti, schizzano epiteti pesanti, vanti. Venti spinti da fiati spenti soffiano intenti ad abbattere abbattono e gli abbattuti si battono finchè possono, poi capitolano, capito non ho il capitolo che sto scrivendo, non mi offendo ne mi sorprendo se ti difendo, così facendo rendo per ciò che innalzo, per ciò che stendo... Perchè nella vita vince chi figura, farà passi da gigante chi figura, possiamo farlo tutti quanti, benvenuti nell'età dei figuranti. Perchè nella vita vince chi figura, farà passi da gigante chi figura, lo mette in culo a tutti quanti, benvenuti nell'età dei figuranti. Everybody nau... Nau nau nau... "Se vorrai, potrai figurare anche tu, vedrai che il mondo ti sorriderà" » continua"















